I 5 step delle conseguenze naturali

Scritto Da Silvia

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In base al tuo stile genitoriale, puoi decidere che metodo usare per disciplinare tuo figlio (vedi articolo precedente). Chi pratica il respectful parenting di solito sceglie le conseguenze naturali, perché è l’unica opzione che rispetta il bambino in quanto essere umano e risponde all’obiettivo primario della disciplina, ossia dare al bambino gli strumenti necessari per affrontare la vita reale, riconoscere le sue emozioni e reazioni e porre rimedio al suo cattivo comportamento. Per imparare ad adoperare le conseguenze naturali con successo, continua a leggere.

Decidere di applicare le conseguenze naturali non vuol dire che non ti capiterà di tornare alla disciplina tradizionale. Un giorno sei calmo, pertanto il comportamento del bambino non ti dà fastidio e riesci a rispondere con amore. Un altro giorno sei stanco e stressato, e perdi la calma con facilità. Tuttavia, riflettere sulle opzioni a tua disposizione è sicuramente un incentivo per sapere anticipatamente come puoi reagire al comportamento impulsivo o sconveniente del bambino.

Disciplina tradizionale vs. Conseguenze naturali

Facciamo un esempio pratico. Mio figlio colora sui muri.

La mia risposta può essere un mix di pena emotiva e punizione fisica.

Me ne accorgo e voglio gridare, strappargli i pennarelli dalle mani, dargli 2 sculaccioni e urlargli contro. Cosa succede? Il bambino inizia a piangere, magari si spaventa (anzi sicuro si spaventa), io sfogo tutta la mia frustrazione su di lui e comincio a dire “ma come ti è venuto in mente, non lo sai che… sei uno stupido” o peggio. Il bambino continua a piangere. Io mi imbestialisco ancora di più. Diventa un circolo vizioso senza fine. 

Bambini che colorano - Conseguenze naturali

Oppure, la mia risposta può fare affidamento sulle conseguenze naturali.

  1. Ricordo a me stessa che il bambino non lo fa per farmi arrabbiare, lo fa perché il suo cervello è immaturo, la corteccia prefrontale non è sviluppata.
  2. Rimuovo con dolcezza l’oggetto incriminato – il pennarello – dalle sue mani.
  3. Esprimo con un tono calmo, ma sincero, come mi sento, do un nome alle mie emozioni: “Sono molto irritata che hai scritto sui muri. I pennarelli si usano solo sulla carta.” Non la faccio tanto lunga, non sto lì a discutere e farlo sentire in colpa, né a fare mille domande.
  4. Comunico la conseguenza naturale: vedo che ti viene difficile usare i pennarelli sulla carta, facciamo una pausa e conserviamo i pennarelli finché non sei pronto a usarli su un foglio.
  5. Accetto il pianto e le proteste di mio figlio. Non lo tormento di domande, non cerco di farlo stare zitto. Accetto la sua emozione e lascio che faccia il suo corso. 

L’obiettivo della disciplina non è avere bambini sempre ubbidienti, perfetti, che non sbagliano mai e fanno sempre quello che vogliamo noi. L’obiettivo della disciplina è dare al bambino gli strumenti necessari per affrontare la vita reale, riconoscere le sue emozioni e reazioni e porre rimedio al suo cattivo comportamento.

La domanda più importante da fare a te stessa quando stai per perdere la calma è questa: Che cosa voglio comunicare/insegnare a mio figlio? E devi anche avere una visione più ampia della situazione. Quando tuo figlio sarà adolescente e commetterà un errore di cui tu non sei a conoscenza, vuoi che te lo nasconda per paura o vuoi essere la prima a sapere che è nei guai?

Per approfondire l’argomento, ascolta l’episodio del podcast su iTunes, Spotify o sul tuo player preferito.

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