Genitore severo o permissivo: il giusto compromesso

Scritto Da Silvia

Share on pinterest
Share on twitter
Share on facebook
Share on whatsapp

Mamma Superhero partecipa al Programma Affiliazione Amazon Europe S.à r.l., un programma di affiliazione che consente di percepire una piccola commissione in base agli acquisti idonei effettuati su Amazon.it.

Arriva il momento in cui tutti i genitori devono chiedersi che tipo di disciplina o correzione adoperare quando il bambino disubbidisce, fa un errore o si comporta in modo sconveniente? In questo articolo ti parlo delle 5 opzioni a tua disposizione. In base al tuo stile genitoriale, cioè se sei un genitore severo o permissivo, autorevole o non coinvolto, troverai la strategia che fa al caso tuo. Se l’approccio da te scelto è il migliore per la tua famiglia, continua così! Se cerchi una soluzione diversa da quella che utilizzi attualmente, continua a leggere fino alla fine!

La differenza tra punizione e disciplina

Secondo Rick Warren, i bambini hanno bisogno di correzione. Ma correggere non significa punire. C’è una differenza tra disciplina e punizione. Lo scopo della punizione è infliggere una pena, lo scopo della disciplina è promuovere la crescita. La punizione è per quello che hai fatto in passato, la disciplina è per il tuo futuro. Da genitore, devi sempre tenere a mente che la tua reazione al comportamento di tuo figlio ha conseguenze notevoli sul suo sviluppo. Quando riprendi tuo figlio perché ha disobbedito o si è comportato male, fallo sempre con calma e con amore.

Mamma e figlia - Genitore severo o permissivo

Qual è il modo migliore per correggere e al tempo stesso promuovere la crescita?

Tuo figlio disubbidisce? Si comporta male o combina guai? Tranquillo, è tutto normale. Da una parte sta cercando di affermare la sua identità e la sua indipendenza. Dall’altra la sua corteccia prefrontale non è ancora sviluppata, per cui non è in grado di usare la logica e il ragionamento. In molte occasioni è necessario che il genitore intervenga per disciplinare. Ecco le 5 opzioni esistenti:

  1. Lasciar correre: non fare assolutamente nulla. Pro: il bambino non viene traumatizzato. Contro: il bambino cresce pensando che non ci siano conseguenze al suo comportamento. Rischio: Inizierà a trattare beni e persone senza cura alcuna, ignorando ciò che pensa o prova il prossimo.
  2. Infliggere una pena a livello fisico: sculacciata, schiaffo sulla mano, uno strattone. Pro: terrorizzato dal nostro comportamento, il bambino interrompe immediatamente quello che sta facendo. Contro: la violenza verso un altro essere umano non è mai giustificabile; insegniamo al bambino a usare la violenza quando le cose non vanno come vogliamo. Inoltre non essendo in grado di usare sempre la logica e il ragionamento, il bambino potrebbe non capire il motivo dell’aggressione, oppure potrebbe pensare di non essere amato, e si sente rigettato come persona. Rischio: il bambino imiterà il genitore e, al momento di un conflitto, picchierà coetanei o altri adulti.
  3. Infliggere una pena a livello emotivo: alzare la voce, guardare il bambino con uno sguardo furioso o di disprezzo, ripetere frasi cattive, ignorarlo per ore, imporgli di stare in camera sua o nell’angolino. Pro: anche qui probabilmente il bambino viene così scosso dalla nostra reazione che interrompe quello che sta facendo. Contro: il bambino viene segnato a livello interiore, e potrebbe iniziare a prendere sul serio le cose che gli diciamo in un momento di rabbia. Rischio: dato che la voce del genitore diventa la voce interiore del bambino quando cresce, il bambino potrebbe crescere ripetendosi le parole che ha sentito crescendo.
  4. Conseguenze arbitrarie: se tuo figlio scrive sui muri, per una settimana lo privi della TV. Pro: non infligge pene fisiche o emotive. Contro: La vita non funziona così. Se fai un errore a lavoro, il tuo capo non ti impedisce di uscire con gli amici. Oppure so di genitori che se sentono dire parolacce, mettono il sapone in bocca al bambino, oppure qualche goccia di tabasco. Ma vi immaginate se trattassimo così un adulto? Ogni volta che qualcuno ha un’opinione diversa o si esprime in modo volgare, tiriamo fuori dalla borsa il tabasco?
  5. Conseguenze naturali: hai scritto sui muri, ti tolgo i colori per un giorno. Pro: insegna al bambino come funziona la vita. Contro: non sempre esiste una conseguenza naturale e a volte per fermare il comportamento spiacevole del bambino bisogna intervenire fisicamente. Rischio: se, ad esempio, il bambino

Che cosa suggerisce il respectful parenting?

Magda Gerber diceva che tramite la disciplina il genitore insegna al bambino a controllare i suoi impulsi e diventare un membro collaborativo della famiglia e, successivamente, della società. Questa è la disciplina atta a promuovere la crescita. Stabilisci ripetutamente limiti sani e necessari, presentati come leader sicuro, accetta tutte le emozioni del bambino, trattalo con rispetto anche quando è irrazionale, dai l’esempio. In questo modo, il bambino cresce sapendo di essere amato, ma sapendo anche di non poter fare tutto quello che vuole. Impara che il suo comportamento produce delle conseguenze e, crescendo, saprà valutare saggiamente le sue scelte.

Che tu sia un genitore severo o permissivo, un’ottima lettura per esaminare a fondo il tema della disciplina è La sfida della disciplina, di Daniel Siegel e Tina Payne Bryson.

Per approfondire l’argomento, ascolta l’episodio 37 su iTunes, Spotify o sul tuo player preferito.

Scopri le 6 abitudini delle mamme superhero,
iscrivendoti alla community MSH!
Se non ricevi nulla, controlla le caselle spam e promozioni!
Scroll to Top