Paura e ansia post-COVID: suggerimenti per genitori e bambini

Scritto Da Silvia

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I bambini, lo sai, sono come delle spugne. Assorbono tutte le informazioni, le emozioni e i comportamenti che li circondano. Nell’articolo di oggi voglio parlare di paura e ansia post-COVID nei bambini e nei genitori e darti dei suggerimenti pratici. Da genitori non possiamo ignorare il fatto che per mesi i bambini sono stati inondati da informazioni sul virus, che hanno portato a cambiamenti drastici della vita quotidiana, restrizioni fisiche e sociali e a forti emozioni come incertezza, paura, ansia. Adesso che piano piano si ricomincia a tornare alla vita normale è prevedibile che molti di noi, grandi e bambini, si sentano strani a tornare a uscire. Sicuramente l’avrai letto e sentito dire, si chiama sindrome della capanna.

Assicurati di leggere tutti e 4 gli step per accompagnare tuo figlio a liberarsi della paura. Se non puoi leggere, ascolta l’audio qui sotto mentre sei in auto, in spiaggia o mentre ti occupi di altro.

Prima di aiutare tuo figlio

Se ti accorgi che tu stesso non ti senti tranquillo, hai paura del contatto con gli altri e hai spesso manifestato a parole la tua ansia sul virus, fai una pausa ed esamina le tue emozioni. Può essere che sia stato tu ad avere comunicato e trasmesso paura a tuo figlio, anche involontariamente, per esempio esponendolo a telegiornali e conversazioni tra adulti. Allora, prima di risolvere la paura del bambino, ti devi assicurare di risolvere la tua. Come parli del virus e della situazione attuale? Che parole usi davanti a tuo figlio? Una volta che hai chiarezza e decidi volontariamente di modificare il tuo linguaggio, se necessario, puoi iniziare con questi step.

1. Fare luce

Incoraggia tuo figlio a confidarti come si sente, quello che pensa e che prova. I bambini piccoli questo lo fanno facilmente, ma forse con modalità che non riconosciamo: sono disubbidienti, fanno i capricci, non collaborano. Se un bambino sta bene, si comporta bene. Se si comporta male c’è qualcosa di più profondo che non va. Perciò al primo posto dobbiamo FARE LUCE. Come sta tuo figlio? Senza assillarlo troppo, magari attraverso il gioco, ascoltalo e osservalo.

Paura e ansia post-COVID - Bambini impauriti

2. Rallentare

Una volta che viene fuori quello che davvero preoccupa tuo figlio, metti il freno. Non ti catapultare per offrire una soluzione. Rallenta, ascolta e osserva. Quando il bambino viene da te e ti confida la sua paura o la sua ansia, non devi immediatamente aggiustare la situazione o offrire una soluzione. Susan Stiffelman dice che i bambini non hanno bisogno di risposte immediate alle loro domande, ma hanno bisogno che noi siamo la risposta. Che vuol dire? Che insegniamo loro che siamo in grado di pilotare la nave anche se il mare è in tempesta.

3. Accettare e mostrare empatia

Dai un nome all’emozione del bambino. Questo è un punto fondamentale del respectful parenting e funziona in ogni situazione e di fronte a qualsiasi emozione. Accogli la paura, accogli l’ansia. E allo stesso tempo comunica con tuo figlio che sono tempi incerti, è difficile non avere la risposta alle nostre domande. Mostra empatia e ricorda che tu sei l’adulto, sei saldo, grande, e anche se non conosci tutte le risposte, questo non ti preoccupa. Allora prova a mantenere la calma, restare onesto e trasmettere energia positiva. Questo dà grandissimo conforto ai bambini, e li aiuta ad affrontare l’ansia.

4. Stabilizzare

Il bambino non cerca risposte specifiche, cerca la calma e la sicurezza dei genitori. Vuole sapere che può dipendere dai genitori. Detto questo però, è anche vero che in questa fase puoi identificare la paura reale, la vera causa profonda che tormenta il bambino. Aiutare il bambino a passare da una paura generica/indefinita a una paura specifica, è utile ad elaborare quell’emozione e renderla più gestibile.

Per concludere, se tuo figlio manifesta ansia o paura post-COVID o in qualsiasi altra circostanza, per prima cosa fai un esame di te stesso e vedi se forse hai trasmesso tu questo sentimento al bambino. Poi segui il percorso: fare luce, rallentare, accettare e mostrare empatia, e infine stabilizzare, cioè passare dalla paura generica a quella specifica.

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